Aggiornato al 22 ottobre 2026
In breve
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è obbligatorio per chiunque affitti una casa per finalità turistiche o con locazioni brevi. Lo assegna il Ministero del Turismo sul portale BDSR, con accesso tramite SPID o CIE.
In Lombardia l'ordine è fisso: prima il CIR, poi il CIN. Il CIR nasce dalla pratica al Comune (CIA, oppure SCIA se l'attività è imprenditoriale), che passa alla Provincia e al sistema regionale ROSS1000.
Dopo l'attribuzione del codice regionale hai 30 giorni per chiedere il CIN.
Né la legge né le FAQ del Ministero prevedono un costo per il CIN. Va esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio.
Se manca il CIN la sanzione va da 800 a 8.000 euro. Se il CIN c'è ma non lo esponi o non lo indichi negli annunci, da 500 a 5.000 euro per ogni unità.
Se vuoi mettere la tua casa sul lago su Airbnb o Booking, il CIN è uno dei primi adempimenti. In Lombardia, però, prima serve il codice regionale (CIR), che arriva solo dopo la pratica al Comune. Qui trovi l'ordine giusto dei passaggi e cosa devi verificare caso per caso.
Per il quadro completo delle regole 2026 (tasse, Questura, imposta di soggiorno) vedi la checklist sulle regole degli affitti brevi in Lombardia.
Cos'è il CIN e chi deve averlo
Il CIN è stato introdotto dall'art. 13-ter del decreto-legge 145/2023, convertito dalla legge 191/2023. Il Ministero del Turismo lo assegna con una procedura automatizzata a tre categorie:
le case e gli appartamenti dati in locazione per finalità turistiche;
le case date in locazione breve, cioè i contratti fino a 30 giorni dell'art. 4 del DL 50/2017;
le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.
Le regole si applicano dal 2 novembre 2024 e le sanzioni dal 2 gennaio 2025, come indicano le FAQ del Ministero. Secondo le stesse FAQ l'obbligo è generale e non prevede eccezioni. Resta fuori solo l'ospitalità davvero gratuita: una libera donazione dell'ospite non cambia le cose.
Il CIN costa qualcosa? Né l'art. 13-ter né le FAQ del Ministero prevedono un costo per il rilascio. Possono costare la targa, i dispositivi di sicurezza ed eventuali diritti comunali per la pratica, da verificare con lo Sportello unico del tuo Comune.
CIN e CIR: due codici, un solo percorso
Il CIR (Codice Identificativo di Riferimento) è il codice della Regione Lombardia, previsto dall'art. 38, comma 8 bis, della L.R. 27/2015 e disciplinato dalla D.G.R. XII/169 del 2023. Secondo la Regione, il CIR coincide con il codice generato da ROSS1000, il sistema regionale per la comunicazione dei flussi turistici.
Le FAQ del Ministero sono chiare: se la tua Regione prevede un codice, devi averlo prima di chiedere il CIN. In Lombardia, inoltre, i dati di ROSS1000 passano alla banca dati nazionale (BDSR). Per questo, quando entri nel portale ministeriale, di norma trovi la tua casa già in elenco e completi solo i dati mancanti.
CIR | CIN | |
|---|---|---|
Chi lo rilascia | Provincia, sulla base della pratica presentata al Comune | Ministero del Turismo (portale BDSR) |
Dove lo trovi | Nel tuo accesso a ROSS1000 | Nel portale BDSR, con il PDF di riepilogo |
Quando | Dopo la CIA o la SCIA al Comune | Entro 30 giorni dall'attribuzione del CIR |
Base normativa | L.R. Lombardia 27/2015, art. 38 | DL 145/2023, art. 13-ter |
Passo 1: la pratica al Comune (CIA o SCIA)
In Lombardia la pratica dipende da come affitti.
Locazione turistica o breve non imprenditoriale. Serve la CIA (comunicazione di inizio attività), da presentare prima di iniziare al Comune in cui si trova la casa. Lo prevede l'art. 38, comma 1 bis, della L.R. 27/2015.
Locazione gestita in forma imprenditoriale. Serve la SCIA allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune. Lo prevedono sia la legge regionale sia l'art. 13-ter, comma 8. Dal 2026 l'attività si presume imprenditoriale se nello stesso anno destini a locazione breve più di due appartamenti: la soglia l'ha abbassata la legge di bilancio 2026 (L. 199/2025). Ne parliamo nell'articolo su cosa cambia da 3 case in su.
La Regione indica che la pratica si presenta al SUAP, anche online tramite il portale impresainungiorno.gov.it. Alcuni Comuni usano un proprio sportello digitale. Il Comune di Como, per esempio, ha sul suo Sportello Unico Digitale una scheda dedicata alla "locazione turistica": modulo e allegati richiesti li trovi lì. Dai chiarimenti della Regione risulta che nella pratica vanno indicati planimetria, riferimenti catastali e indirizzo di ogni unità.
In Lombardia esiste anche la formula delle case e appartamenti per vacanze (CAV), che ha regole proprie (art. 26 della L.R. 27/2015). Se non sai quale fa per te, chiedi al Comune prima di presentare la pratica.
Passo 2: dal Comune alla Provincia, fino al CIR
Dopo la pratica, secondo la Regione, il Comune la trasmette alla Provincia (per la provincia di Como, all'Amministrazione provinciale di Como). La trasmissione crea in ROSS1000 la sezione della tua casa. Poi la Provincia ti contatta per darti l'accesso a ROSS1000, e lì trovi il tuo CIR.
Quanto ci vuole? Le pagine della Regione non indicano un termine per il rilascio del CIR: i tempi dipendono da Comune e Provincia. Se dopo qualche settimana non hai notizie, contatta la Provincia, che ha una pagina dedicata a ROSS1000, CIR e credenziali.
L'accesso a ROSS1000 non serve solo per il CIR. Lo userai anche per comunicare i flussi turistici, che la legge regionale impone insieme alla denuncia degli ospiti in Questura (art. 38, comma 8). Per la Questura vedi la guida ad Alloggiati Web.
Passo 3: la richiesta del CIN sul portale BDSR
Quando hai il CIR, vai sul portale della Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it). Questi sono i passaggi descritti nel manuale ufficiale per l'operatore privato (versione 5.0 del giugno 2024), nelle FAQ del Ministero e nell'art. 13-ter:
Accedi con SPID o CIE dalla sezione "Ottieni CIN". Chi è straniero e non ha SPID si registra con un modulo e riceve le credenziali via e-mail dopo una verifica del Ministero.
Trovi l'elenco delle strutture collegate al tuo codice fiscale. In Lombardia i dati arrivano da ROSS1000. Apri la scheda con "Dettaglio scheda".
Scegli il tuo ruolo. Puoi agire come dichiarante, cioè proprietario o gestore. Oppure come delegato: in questo caso carichi una delega firmata dal titolare e una copia del suo documento d'identità.
Completi i dati mancanti. I campi grigi arrivano dalla Regione e non si modificano. Quelli bianchi con l'asterisco sono obbligatori. Secondo l'informativa regionale lombarda servono categoria e terna catastale di ogni unità, il codice ATECO se l'attività è imprenditoriale e la dichiarazione sui requisiti di sicurezza.
Ricorda cosa dichiari. Per l'art. 13-ter, comma 3, la richiesta è accompagnata da una dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000) che attesta i dati catastali e, per chi affitta, i requisiti di sicurezza. Controlla i dati prima di inviare.
Clicchi "Ottieni CIN", dopo aver preso visione dell'informativa privacy. Il manuale indica che la notifica via e-mail arriva entro pochi minuti. Poi, dalla stessa area, scarichi il PDF di riepilogo con il codice.
Se un dato regionale è sbagliato, non lo modifichi direttamente in BDSR. Il manuale prevede un modulo per segnalare i dati errati, e le FAQ precisano che i dati trasmessi dalla Regione si correggono presso la Regione o la Provincia. Le schermate possono essere cambiate rispetto al manuale del 2024: se qualcosa non corrisponde, segui le istruzioni a video e l'assistenza del portale.
Se la tua casa non compare
Prima verifica che la registrazione regionale sia completa. Se lo è, usa il pulsante "Segnala Struttura mancante". La verifica dura 30 giorni e in quel periodo, secondo le FAQ, non si applicano le sanzioni. Gli esiti possibili sono tre:
positivo: ottieni il CIN "verificato";
negativo: il CIN non può essere rilasciato;
nessuna risposta nei 30 giorni: ricevi un CIN "non verificato", che puoi usare subito ma che può essere revocato se emergono irregolarità.
I requisiti di sicurezza da dichiarare
Prima di firmare, controlla di essere in regola. Per le case in locazione turistica o breve, l'art. 13-ter, comma 7, e le FAQ del Ministero chiedono:
rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti;
estintori portatili a norma: almeno uno per piano e uno ogni 200 mq di pavimento o frazione. Le FAQ indicano una capacità minima 13A e una carica minima di 6 kg o 6 litri.
Le FAQ esonerano dai rilevatori le case senza impianto a gas, quando il rischio di fughe o di monossido è escluso con certezza. Se l'attività è imprenditoriale si aggiungono i requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalle norme statali e regionali. Ogni appartamento deve avere i propri dispositivi, anche se si trova nello stesso stabile di altri.
Dove esporre il CIN (e il CIR)
L'art. 13-ter, comma 6, impone di esporre il CIN all'esterno dello stabile, rispettando eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, e di indicarlo in ogni annuncio, ovunque sia pubblicato. Anche agenzie e portali devono riportarlo nei loro annunci. La legge non stabilisce un formato per la targa. Le FAQ ammettono anche modi diversi dal cartello, purché il codice sia ben visibile al pubblico. La Regione Lombardia non ha dato indicazioni specifiche. Se la casa è in condominio o in una zona vincolata, verifica prima cosa puoi affiggere. Sul tema vedi anche cosa può decidere il condominio.
Solo CIN o anche CIR negli annunci? Su questo le fonti ufficiali non coincidono. L'informativa regionale pubblicata su ROSS1000, non datata e scritta all'avvio del CIN, dice che negli annunci va indicato solo il CIN. Le FAQ del Ministero, aggiornate a maggio 2026, dicono invece che chi è soggetto al codice regionale deve esporre entrambi i codici. La scelta prudente è indicarli tutti e due, sulla targa e negli annunci. Se hai dubbi, chiedi conferma al tuo Comune.
Le sanzioni dell'art. 13-ter
Violazione | Sanzione (art. 13-ter, comma 9) |
|---|---|
Casa o struttura senza CIN | da 800 a 8.000 € (in base alle dimensioni) |
CIN non esposto o non indicato negli annunci | da 500 a 5.000 € per ogni unità, più la rimozione immediata dell'annuncio |
Mancano rilevatori o estintori | da 600 a 6.000 € per ogni violazione |
Attività imprenditoriale senza SCIA | da 2.000 a 10.000 € (in base alle dimensioni) |
I controlli e le sanzioni spettano al Comune, tramite la polizia locale (comma 11). Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza usano i dati per individuare chi affitta senza CIN (comma 12). Le sanzioni nazionali non si applicano se lo stesso fatto è già sanzionato da una legge regionale (comma 10). Per le violazioni sul CIN, l'informativa lombarda indica che si applicano solo le sanzioni nazionali.
Come verificare un CIN
Per controllare un codice, il Ministero del Turismo mette a disposizione la pagina "Ricerca CIN" sul portale BDSR (bdsr.ministeroturismo.gov.it/ricerca-cin). Per il tuo codice, invece, l'area riservata BDSR mostra lo stato ("verificato", "non verificato" o "revocato") e ti permette di scaricare il PDF di riepilogo.
Più case, cambio di gestore, chiusura
Più unità. Ogni appartamento ha un proprio CIN, con un accesso separato alla BDSR. Le sanzioni per mancata esposizione si calcolano per unità. Per le CAV, la Regione permette un unico CIR per più unità nello stesso complesso o condominio, oppure una CIA per ogni unità.
Cambio di gestore o di titolare. Le FAQ del Ministero dicono che il CIN si può trasferire solo se la normativa regionale lo consente, previa verifica, e solo se resta uguale la natura imprenditoriale o non imprenditoriale del titolare. Nelle pagine della Regione Lombardia che abbiamo consultato non c'è una procedura per il cambio di titolare: prima di firmare con un nuovo gestore, chiedi al Comune se devi aggiornare la CIA o presentarne una nuova.
Modifiche e chiusura. Se cambiano classificazione, Comune o Provincia, il vecchio CIN va annullato e ne serve uno nuovo. Se chiudi l'attività, lo comunichi agli uffici del territorio, non al Ministero. Il CIN resta legato alla struttura cessata e non si può più usare.
Cosa può cambiare nel 2027
Le FAQ del Ministero aggiornate a maggio 2026 riportano le stesse regole e le stesse sanzioni descritte qui. Al 22 ottobre 2026 il disegno di legge di bilancio 2027 non risulta ancora presentato alle Camere, e nelle anticipazioni che abbiamo consultato non ci sono misure sul CIN o sugli affitti brevi. Se cambia qualcosa, aggiorneremo questa guida. Ricorda anche che la Regione Lombardia presenta le sue indicazioni sul CIN come provvisorie, in attesa di armonizzare la legge regionale con quella statale.
Domande frequenti
Il CIN per gli affitti brevi è obbligatorio anche se affitto una sola casa per poche settimane l'anno?
Sì. L'obbligo vale per ogni casa in locazione breve o turistica, senza un minimo di giorni. Ne sono esclusi solo i soggiorni davvero gratuiti.
Quanto costa richiedere il CIN?
Né l'art. 13-ter né le FAQ del Ministero prevedono un costo per il rilascio. Restano i costi di targa, dispositivi di sicurezza ed eventuali diritti comunali: chiedi al tuo SUAP.
Entro quando va richiesto il CIN?
Entro 30 giorni dall'attribuzione del codice regionale (CIR). Ma visto che ogni annuncio deve riportarlo, conviene averlo prima di pubblicare.
Come si richiede il CIR in Lombardia?
Con una CIA al Comune, oppure una SCIA al SUAP se l'attività è imprenditoriale. Il Comune la trasmette alla Provincia, che ti dà l'accesso a ROSS1000, dove trovi il CIR.
Quanto tempo serve per avere il CIR in Lombardia?
La Regione non pubblica un termine: dipende da Comune e Provincia. Per il CIN, invece, il manuale del Ministero indica una notifica via e-mail entro pochi minuti dalla richiesta.
Serve la SCIA per gli affitti brevi in Lombardia?
Solo se l'attività è imprenditoriale. Dal 2026 lo è per presunzione se nello stesso anno destini a locazione breve più di due appartamenti. Negli altri casi basta la CIA.
Fonti
Normattiva: DL 18 ottobre 2023, n. 145, art. 13-ter, testo vigente
Senato: testo del DDL di conversione del DL 145/2023 approvato il 7 dicembre 2023 (art. 13-ter)
Ministero del Turismo: FAQ Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), aggiornate all'11 maggio 2026
Ministero del Turismo: Manuale Operatore Privato BDSR, versione 5.0 del 17 giugno 2024
Regione Lombardia: Codice Identificativo di Riferimento (CIR)
Regione Lombardia: Chiarimenti sull'applicazione del CIR (30 luglio 2025)
L.R. Lombardia 1 ottobre 2015, n. 27, artt. 26 e 38 (NormeLombardia)
Comune di Como, Sportello Unico Digitale: Turismo, locazione turistica
Provincia di Como: registrazione su ROSS1000, CIR e credenziali
Hai una casa sul Lago di Como?
CIA, CIR, CIN, ROSS1000, Questura e imposta di soggiorno sono passaggi da fare nell'ordine giusto, e poi da tenere aggiornati. Se stai pensando di affittare una casa sul Lago di Como e vuoi capire quanto può rendere e cosa serve per partire in regola, puoi chiedere una valutazione gratuita a Breva Collections.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un commercialista o di un consulente.


